Comunicato stampa del 10/09/2011
“Non vogliamo un paese addormentato da Berlusconi, ma un paese sveglio e, passatemi il termine, anche incazzato, per ridare slancio e vitalità all’Italia e restituirle la capacità di riprendere in mano il proprio destino, come ha fatto con le elezioni amministrative ed il referendum. E uno dei compiti della politica è anche trasmettere un po’ d’anima e di coraggio”. Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, ospite nel tardo pomeriggio di venerdì della tenda dibattiti di Festa Reggio, perde l’abituale aplomb per spiegare la necessità di un colpo di reni del paese travolto da una crisi di difficile soluzione.
Intervistata dal giornalista Roberto Scardova e introdotta da Federico Montanari, segretario dei Giovani Democratici, la Finocchiaro ha in breve ripercorso la storia della manovra finanziaria, “che ha dimostrato che il governo è debole e la maggioranza è rissosissima, con questi continui avanti e indietro”. Una manovra, secondo la capogruppo Pd a Palazzo Madama, “che penalizza soprattutto i giovani e le donne, per tacere dei dipendenti pubblici. Poi c’è l’infamia dell’articolo 8, che non porta un euro nelle casse dello Stato. Io e Bersani in piazza lo scorso 6 settembre c’eravamo, perché pensiamo che il paese intero subisca come un affronto questo articolo 8”.
La Finocchiaro non si fa illusioni sul futuro del governo: “Che si tratti di governo di larghe intese, o di governo dei responsabili, non ci si può nascondere che tale operazione sia possibile solo se un pezzo di Pdl o la Lega decide di deporre Berlusconi facendogli mancare la fiducia. L’intervista di Pisanu ha provocato il gelo nel suo partito: mi sembra di vedere uno di quei regimi alla fine, quando nessuno osa dire in pubblico e molti tramano nell’ombra. Però la stragrande maggioranza dei parlamentari del centrodestra è stata nominata dal
Ed ecco il nodo irrisolto del referendum elettorale, “una pistola carica buttata sul tavolo”, a cui è comunque preferibile, a parere della capogruppo, “la proposta di legge elettorale presentata dal Pd, con il maggioritario al secondo turno, perché inevitabilmente il Mattarellum porta ad alleanze tra tutte le forze possibili, e l’esperienza dell’Unione l’abbiamo già avuta una volta, e non la voglio mai più”.
Per finire, un inevitabile riferimento al caso Penati: “E’ un fatto molto, molto, molto grave, perché sta facendo molto male alle migliaia di militanti che hanno sempre creduto nelle battaglie contro l’illegalità, soprattutto se connessa a chi maneggia denaro pubblico”. Ferma restando la presunzione di innocenza, la Finocchiaro ammette che “come partito, forse, siamo stati un po’ lenti, rimanendo come il pastore del presepe davanti alla stella cometa”. La Commissione di garanzia ha preso la misura maggiore prevista dallo statuto nei confronti delle persone non ancora rinviate a giudizio, come appunto Penati, “ma c’è comunque un gruppo che sta lavorando sulla riforma del codice etico e di garanzia”. Tuttavia, conclude la senatrice, “che Gasparri o Pincopallo del Pdl venga a dire che il Pd è un partito marcio, mi pare il bue che dà del cornuto all’asino. L’elenco dei casi del Pdl sarebbe troppo lungo…”
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